Teatro stabile d'innovazione per l'infanzia e i giovani

Don Chisciotte e Sancio Panza

 

 

 

adattamento di Nadia Imperio da Cervantes
con Stefano Chessa, Maurizio Giordo, Luisella Conti, Antonella Masala e Nadia Imperio
regia di Pier Paolo Conconi.

Lo spettacolo ripropone alcuni momenti del famoso libro, in particolare gli episodi dello scontro con i mulini a vento, dell’assalto alle greggi scambiate per eserciti, dell’incontro con la contadina del Toboso, dell’investitura a cavaliere nella locanda, del teatrino di marionette, dello scontro finale con il cavaliere della luna. Le vicende corrispondono alle scene chiave del romanzo, pur con qualche trasposizione. La struttura è stata costruita in modo tale da avere una narrazione lineare e coerente della vicenda di Don Chisciotte e Sancio Panza, capace di mantenere la riflessione sulla condizione umana, sulla follia e la normalità, attraverso un linguaggio che cerca di riproporre la musicalità e l’ambiente caldo e polveroso della Spagna e della Mancha.
La follia di Don Cisciotte assomiglia alla fantasia dei bambini che vivono in una zona della realtà dove tutto è possibile… C’era una volta in un paesino della Spagna un gentiluomo di quelli con la lancia nella rastrelliera, un vecchio scudo, un magro ronzino e un levriero da caccia. Nei momenti d’ozio si dedicava alla lettura di libri di cavalleria, con tanta passione e gusto che, a furia di ragionarci sopra, il povero cavaliere perdeva il giudizio, e rinunciava al sonno per comprenderli e sviscerarne il senso. Tanto s’immerse nelle sue letture, che passava le notti leggendo dalle ultime luci della sera alle prime del mattino e i giorni dall’albeggiare al tramonto. E così, per il poco dormire e il molto leggere, gli si prosciugò il cervello in modo che giunse a perdere il senno…