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MARIA INCANTADA E IL PICCOLO POPOLO DELLE JANAS – 18 e 19 maggio alle ore 18:00 – Teatro Astra di Sassari

maschera-maria-incantada-copiaSabato 18 e Domenica 19 maggio alle ore 18:00 si chiude l’unica vera stagione di teatro per ragazzi in Sardegna: FAMIGLIE A TEATRO organizzata dalla Compagnia La botte e il cilindro. Lo spettacolo è stato posticipato di una settimana per evitare la concomitanza con la Cavalcata Sarda.

Sabato 18 e Domenica 19 maggio alle ore 18:00 andrà in scena la Nuova Produzione de La botte e il cilindro dal titolo MARIA INCANTADA E IL PICCOLO POPOLO DELLE JANAS. Partendo dalla leggenda di Maria Incantada, la jana innamorata che si dice abitasse nell’omonimo nuraghe e che da lì cantasse per il suo amore prigioniero, proveremo a raccontare queste affascinanti e misteriose fate, che molti bambini forse non conoscono più.

PRENOTAZIONE > vi consigliamo di prenotare i vostri biglietti con qualche giorno di anticipo inviando una mail bigliettibottecilindro@gmail.com e indicando NOME, COGNOME E NUMERO DI TELEFONO.

BIGLIETTI —- il COSTO dei biglietti resta INVARIATO
Ingresso € 9,00 – Ridotti € 6,00
E’ possibile prenotare i biglietti inviando una mail a bigliettibottecilindro@gmail.com, indicando NOME, COGNOME E NUMERO DI TELEFONO, entro le ore 15:00 del giorno dello spettacolo. Non è possibile prenotare telefonicamente. Saranno valide esclusivamente le prenotazioni per le quali si riceverà conferma scritta per mail. La biglietteria apre alle ore 17:30. I posti verranno assegnati dai responsabili della compagnia.

CARNET STAGIONE
10 INGRESSI > € 60
IL CARNET SARA’ VALIDO SOLO PER LA STAGIONE IN CORSO
NON SI POTRANNO UTILIZZARE VECCHI CARNET DI PASSATE EDIZIONI
Il carnet comprende 10 ingressi che ciascuno può acquistare e utilizzare durante tutta la rassegna. Il carnet non è nominativo, questo significa che si può usare con parenti e amici con un massimo di 5 ingressi per ogni spettacolo. Il giorno dello spettacolo dovrai convertire gli ingressi in biglietti. Il carnet non da diritto al posto assegnato. Ti consigliamo di arrivare in biglietteria sempre 45′/30′ prima dell’inizio dello spettacolo.

MARIA INCANTADA E IL PICCOLO POPOLO DELLE JANAS
Regia: Pier Paolo Conconi
Musiche originali: Mario Chessa (Bertas)
Drammaturgia: Consuelo Pittalis
Costumi: Roberta Amadu e Luisella Conti
In scena: Stefano Chessa, Luisella Conti, Margherita Lavosi e Consuelo Pittalis
Disegno luci: Paolo Palitta
Scenotecnica e fonica: Michele Grandi

In ora mala, cand’appo a ballare? In ora mala, cando ballo como?
Su lunis mundende sa domo, su martis mi tingo sa ucca, su merculis girende sa rucca, sa gioia tessende duos filos, chenabura mi ispizzo sos pilos, su sapadu incominzo a cosire, dominiga mi ponzo a filare. In ora mala, cand’appo a ballare?

In ora mala, quando potrò ballare? In ora mala, quando ballerò? Il lunedì pulisco la casa, il martedì mi tingo la bocca, il mercoledì giro la rocca, il giovedì tesso due fili, venerdì mi pettino i capelli, il sabato comincio a cucire, domenica mi metto a filare. In ora mala, quando potrò ballare?

Le Janas sono esseri mitici della realtà agropastorale sarda, che nell’immaginario popolare, com’è noto, venivano descritte come donne minuscole, bellissime e gentili ma timidissime tanto che raramente lasciavano le loro piccole case – le domus de janas – nelle quali passavano il tempo filando e tessendo su telai d’oro.
Molte di loro avevano il dono del bel canto, altre avevano il dono della profezia e determinavano il destino umano, altre ancora non erano poi tanto gentili ed erano simili più a streghe che a fate… insomma, tante le figure presenti nei racconti in cui le janas sono protagoniste.
Si racconta che un tempo le Janas vivevano in pace con gli esseri umani ai quali qualche volta insegnavano anche le loro arti. Ma un giorno gli uomini le derubarono con l’inganno e loro, offese, giurarono di non farsi più vedere.
Partendo dalla leggenda di Maria Incantada, la jana innamorata che si dice abitasse nell’omonimo nuraghe e che da lì cantasse per il suo amore prigioniero, proveremo a raccontare queste affascinanti e misteriose fate, che molti bambini forse non conoscono più.
Con questo spettacolo dedicato a grandi e piccini, si ripropone con più e rinnovato vigore l’attenzione che la nostra compagnia ha da sempre sulle tradizioni e le storie tradizionali della nostra isola: per ricordare o forse per tenere vive storie e figure che rischiano di essere dimenticate.

Come ci ricorda Salvatore Mannuzzu nella sua presentazione a “Fiabe Sarde” di Francesco Enna: << …nelle fiabe si cerca chi si è stati. Chi è stato ognuno di noi [...] la gente che si è stati >> e, in conclusione aggiunge: << Nelle fiabe dunque si cerca non solo chi si è stati, ma forse, andando a ritroso, chi si è; come persone e come gente…>>