Compagnia di Teatro di innovazione, sperimentazione, infanzia e gioventù
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GALLINE LIBERE

galline.
scritto e diretto da Stefano Chessa

con Consuelo Pittalis, Bianca Maria Lay, Margherita Lavosi

aiuto regista Antonella Masala

direttore di scena Roberta Solinas
disegno luci Paolo Palitta
scenotecnica e fonica Michele Grandi

tecnici Gianluca Pinna e Giuseppe Pinna

costumi ideati da Luisella Conti

realizzati da Roberta Amadu, Luisella Conti, Barbara Uleri, Maura Sanna, Veronica Addari, Daniela Cossiga
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NUOVA PRODUZIONE 2020

LA BOTTE E IL CILINDRO
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LA STORIA
Malva e Zuzù sono due galline nate in cattività e vivono in un allevamento in batteria, dentro una gabbia piccola come un foglio di carta A4. Costrette a produrre uova e solo uova, non conoscono minimamente il mondo esterno, il mondo libero. Sarà il vecchio gufo Bubo Bubo a rivelare alle galline la triste condizione di prigionia nella quale sono costrette a vivere. Come un vero e proprio mentore racconterà loro della bellezza del mondo: le distese dei prati sugli altipiani, i boschi con le chiome degli alberi che ondeggiano, il lago segreto sulla montagna e le sue “pozzine” e poi il mare aperto e quelle rocce con il selciato del gigante.
Le galline ascoltano e sognano di volare sul mondo, fino a quando un forte temporale farà crollare la gabbia. Malva e Zuzù sono libere ed ora vogliono volare. Il gufo impartisce loro le lezioni di volo: il decollo, il volteggio, la virata, il battito d’ali e la planata, ma anche come sapersi difendere dalla donnola grazie alla “immobilità invisibile”. Le galline iniziano il loro magnifico viaggio, forse solo immaginato, ma pur sempre emozionante e pericoloso.
Alla fine il gufo le accompagnerà in una nuova casa, la casa delle galline libere. Una casa dove poter razzolare, fare un bel bagno di polvere, chiocciare, tubare, deporre le uova quando si vuole e far risuonare il proprio ed inconfondibile “coccodè”.

LA MESSA IN SCENA
Il nuovo spettacolo de “La Botte e il Cilindro” parla di libertà, di amicizia e del desiderio di riconquistare il contatto con la natura. Ma anche delle nostre scelte alimentari in tema di uova e del rispetto dei diritti primari degli animali in genere. Temi forti e attuali che, attraverso una messa in scena giocata tra parola, gesto e movimento, verranno posti con delicatezza e poesia ai piccoli spettatori.
E quando compri un uovo ricorda sempre di leggere il codice sul guscio: “0” vuol dire biologico, vuol dire “Galline libere”!

NOTE DI REGIA

Ho pensato che sarebbe stato bello inventare e raccontare una piccola storia che parla di libertà. Spesso, come suggeriva Esopo, osservando gli animali si comprende meglio la vita degli umani. Allora ho pensato che osservando l’avventura delle nostre due galline Malva e Zuzù, si potesse comprendere meglio le opportunità che ci offre la vita. Tutti conosciamo molto bene le comodità (o false comodità) di cui ci circondiamo dentro la nostra casa (intesa come abitazione), ma spesso non conosciamo tutta la bellezza che c’è fuori da quella casa. Alle volte ci capita di incontrare qualcuno che ci parla delle esperienze fatte in altre parti del mondo, ma anche della nostra regione, ma anche della nostra città, quelle parti che noi non abbiamo mai osservato veramente. Ecco, quelle sono delle opportunità e tutti le possiamo cogliere, se solo lo vogliamo.

Malva e Zuzù sono le nostre eroine e durante lo spettacolo tutti vogliamo viaggiare con loro, volare con loro, raggiungere la casa delle galline libere insieme a loro, per vedere l’effetto che fa.

Lo spettacolo ha una scenografia semplice: una pedana, alcuni fondali e le luci. E come le galline immagineranno di vedere gli splendidi luoghi raccontati dal gufo Bubo Bubo, così anche noi, grazie ai dialoghi e alle azioni dei nostri personaggi, ci figureremo quei luoghi meravigliosi.

I costumi sono una sfida. Non si tratta di costumi convenzionali. Sono costumi-pupazzo che le attrici dovranno indossare ed animare. La faccia delle galline si raddoppia. Il busto diventa la prima faccia ed è animata dalle mani delle attrici. Un gioco nel gioco. Un cervello di gallina che diventa enorme, che pensa, riflette, sogna e porta ad agire.

Uno spettacolo nuovo. Un’opportunità: “Vola leggera la libertà. Coglila, abbracciala e non lasciarla scappare.”, parola di gufo Bubo Bubo.