Compagnia di Teatro di innovazione, sperimentazione, infanzia e gioventù
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LO SCHIACCIANOCI

SCHIACCIANOCI copiadi Nadia Imperio
regia Pier Paolo Conconi
coreografie Alessandra Mura e Rossella Serra

con Luisella Conti, Alice Friggia, Consuelo Pittalis, Giomaria Carboni, Marta Pala, Giomaria Manunta, Stefano Chessa, Sara Giordanelli, Maria Benelli, Noemi Zucca, Laura Deriu

arrangiamenti musicali Fabrizio Conconi
scenografie Fabio Loi
costumi Luisella Conti e Nadia Imperio per Progetto Palco
assistente alla regia Antonella Masala
disegno luci Paolo Palitta
scenotecnica e fonica Michele Grandi

 

VIDEO PROMO

La storia
È Natale: il periodo più magico dell’anno, la festa che tutti i bambini del mondo aspettano per intere settimane con trepidazione. L’aria è piena di eccitante attesa. Fuori, il freddo inverno scandisce il tempo dei giorni di festa. Nelle case, il grande albero di Natale si riempie di doni che i piccoli come gli adulti non vedono l’ora di aprire. Anche Clara e Fritz attendono con desiderio il momento in cui tutti gli orologi scoccheranno l’ora in cui i grandi daranno a ciascuno il permesso di scoprire quale sorpresa racchiudono quei pacchi colorati. Ecco, fra i tanti regali, il regalo più misterioso di tutti. Uno schiaccianoci.
Un giocattolo neanche bello, anzi, bruttino. A cui però Clara si affeziona all’istante, inspiegabilmente attratta dalla sua enigmatica espressione. Quel giocattolo le ricorda qualcuno. Forse un principe. Forse il suo compagno Nicola… Un sogno. E in questo sogno, frotte di orribili topi-vampiro che, guidati dal Re dei Topi, si scagliano proprio contro l’indifeso Schiaccianoci e la sua protettrice. Se non arrivassero in soccorso le bambole meccaniche, i pupazzi e tutti i giocattoli di Clara, chissà come andrebbe a finire… Invece, come spesso accade nei sogni o negli incubi di piccoli e grandi, la paura non viene sola, ma si porta dietro meraviglia, stupore, o l’insondabile enigma dell’amore… Come spiegare altrimenti che un brutto giocattolo possa tramutarsi in un meraviglioso principe?…Come resistere e non soccombere di fronte a un gigantesco e orrendo nemico, molto più grande e forte di noi, che è il desiderio e la paura di un bambino (o, in questo caso, di una bambina) di diventare grandi?…

La messa in scena
Con questo spettacolo la Compagnia mette in scena uno dei classici invernali per eccellenza, capace di coinvolgere nello spirito favolistico natalizio sia gli adulti che i più piccini. Il nostro spettacolo, ispirato alla fiaba originale di E.T. A. Hoffmann e la cui fortuna nacque dalla trasposizione in forma di balletto ad opera del musicista Chajkovskij e del coreografo Petipa, invita lo spettatore ad entrare nell’atmosfera magica di un colorato sogno fatto di danza, musica e parole, dove la componente dell’avventura e del gioco fa da contraltare a quella delle paure e delle ansie proprie dell’infanzia. Senza dimenticare che a dare un senso a tutto è la figura di Drosselmeyer, evocatore di altri mondi, di altre magie.

RECENSIONE di Paolo Coretti (La Nuova Sardegna 21.12.2010)
Ferroviario, uno “Schiaccianoci” ironico a ritmo di rock

         bozzetto di Fabio Loi